Presentazione del congresso

Le cefalee rappresentano un importante problema clinico e sociale, sia in termini di sofferenza individuale, sia di costi diretti e indiretti per la collettività. Si calcola che più del 90% della popolazione generale abbia accusato almeno una volta nella vita una crisi di mal di testa, che due terzi della stessa soffrano di attacchi regolari o sporadici a varie frequenze e che il 12% presenti un’emicrania chiaramente diagnosticabile. Tradotti in cifre assolute, queste percentuali rendono ragione di milioni di persone affette da patologie che compromettono significativamente la qualità della vita e potenzialmente disabilitanti.
    Tra le cefalee che mettono più a rischio il benessere e la produttività lavorativa individuale, un posto di rilievo va sicuramente alle cefalee croniche, caratterizzate secondo i criteri diagnostici ICHD-3 da ≥ 15 attacchi al mese per almeno 3 mesi.
    La maggior parte delle cefalee croniche evolve da una forma episodica, in particolare dall’emicrania. Tale trasformazione viene favorita da un complesso di circostanze che va dall’elevata frequenza di crisi dal suo esordio, uso eccessivo di farmaci sintomatici (spesso in associazione), eventi stressanti specie se ripetuti, comorbidità psichiatrica quale depressione del tono dell’umore o ad altri fattori quali ipertensione arteriosa, ipotiroidismo, obesità (eventualmente associata a ipertensione intracranica idiopatica o sleep apnea di tipo ostruttivo), menopausa precoce fisiologica o chirurgica.
    Tale complesso di circostanze e comorbidità, molte delle quali non ancora pienamente elucidate, rende il capitolo delle cefalee croniche di difficile e controversa definizione clinica e terapeutica. Negli anni seguenti alla seconda stesura della Classificazione IHS delle Cefalee (2004), abbiamo assistito a ripetute ridefinizioni dei criteri diagnostici dell’emicrania cronica e della cefalea da overuse farmacologico, e a tutt’oggi mancano delle linee guida definite e condivise sulle modalità terapeutiche delle stesse patologie.
    Lo scopo del nostro Congresso è quello di richiamare all’attenzione degli interessati le caratteristiche cliniche delle cefalee croniche e le modalità fisiopatologiche della cronicizzazione delle cefalee, con particolare focus sull’emicrania cronica. Si tratterà poi dei protocolli terapeutici più consolidati nelle forme semplici e in quelle con uso eccessivo di sintomatici, non trascurando le varianti croniche delle Cefalalgie Autonomico-Trigeminali, in particolare della cefalea a grappolo. Una sessione si concentrerà su forme rare o particolari, come la New Daily Persistent Headache, e sulle forme tipiche dell’età evolutiva; ulteriori interventi si focalizzeranno sulla terapia non farmacologica e su particolari forme di algie facciali, anche di interesse multidisciplinare.
    Ci auguriamo che l’incontro possa essere un utile approfondimento di alcuni elementi insufficientemente studiati e rappresenti un’occasione di discussione su argomenti ancora controversi, in modo che ognuno di noi sia in grado di affinare l’armamentario terapeutico a sua disposizione.